L'ora più buia, ovvero come Oldman e Wright hanno superato la sfida della storia

Candidato a sei premi oscar e vincitore di due, premiato ai Golden Globes e ai Bafta, "L’ora più buia" (il titolo originale è Darkest Hour) si è rivelato un bel thriller politico dalle ottime performance attoriali. Flavio Lo Faro, che lo aveva già potuto ammirare al TFF del 2017, ci racconta per quale ragione "L'ora più buia" sia un film da vedere.

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Una maniera qualunque per cominciare...

 

Nella quiete sonnolenta di un bistrot, durante le ore che precedono di poco il tramonto, un uomo ed una donna siedono l’uno dinnanzi all’altra senza parlarsi. È quel peculiare momento del giorno in cui la luce vira su deboli toni ambrati e sembra colare lentamente sulla superficie delle cose come olio di scarto: non è ancora il tramonto, non è più giorno.

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Cinque x Cinque - Classifica di fine anno 2017

Basta distrarsi un attimo e siamo già al capolinea di questo 2017, un anno controverso di cui ancora stiamo valutando gli effetti fisici e morali ma che senza dubbio ci ha visto crescere, imparare e raggiungere piccoli ma fondamentali risultati. Come si addice ad ogni "fine-di", è il momento per tirare le somme, redarre bilanci e si, anche stilare famigerate classifiche. Non ci siamo tirati indietro neanche noi, dunque eccovi una lista dei cinque "film dell'anno" preferiti dai membri del Sindacato. Si evincono due cose: che Mandico è piaciuto un po' a tutti e che nemmeno nello scrivere le classifiche riusciamo a seguire uno straccio di modello unico e condiviso. Buona fine, buon inizio!

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Sottocategorie

The hand

Ciò che rende riconscibili le pennellate di Van Gogh o i profili umani delle sculture di Modigliani può essere rintracciato anche nei piani sequenza di Bela Tarr, nei campi medi di Ozu o nelle rotture di tono in Cassavetes. Questa rubrica indaga in pillole i caratteri che rendono distinguibile la mano e l'occhio di ogni regista.

Arrivederci, ragazzi!

Sala vuota, sala piena, gradini e il buio; inizia il film, e il silenzio dell'attimo che precede il nero, tutto in forma di brevi racconti in prosa firmati da Salvo Ricceri.

Nove spettacoli in un anno

Un grande regista, così come un grande sceneggiatore, mostra e descrive gesta che dicano più di ciò che egli stesso abbia pensato, facendosi destinatario e catalizzatore di un'opera che eccede sia i limiti dell'epoca narrata, sia i confini della propria mente, vale a dire dei prodotti consapevoli e progettati del proprio io penso. Questa rubrica, curata dal regista e sceneggiatore Gianluigi Polizzi Sasso, prende in esame tale aspetto, mostrando l'attualità dei temi - passati o futuri – trattati attraverso la scansione dei giorni all'interno di nove opere che, ora più che mai, ci rendono protagonisti delle loro problematiche. 

Sommersi e Salvati

Questa rubrica si occupa di raccogliere recensioni, riflessioni e commenti riguardo a tutte quelle Opere mortificate da una scarsa - o totalmente assente  -distribuzione, dimenticate, perdute negli anfratti della Storia, bloccate dalla scure censoria, che meritavano e meritano di essere riscoperte, riportate alla luce, raccontate.