[TFF35] "Tesnota (Closeness)" di Kantemir Balagov.

Il ventiseienne allievo di Sokurov, Kantemir Balagov, approda al Torino Film Festival con la sua opera prima “Tesnota/Closeness” dopo aver stupito, in maggio, gli avventori del Festival di Cannes.La scelta stilistica di questo giovane talento della settima arte si manifesta già a partire dall’utilizzo di un aspect ratio 1.33, che ingabbia i personaggi all’interno di un ambiente ristretto rispetto agli standard panoramici del cinema contemporaneo.

La narrazione ha origine all’interno di un microcosmo famigliare di religione ebraica, composto da quattro elementi: un padre dai toni pacati e sommessi, una madre austera, una combattiva e ribelle primogenita (Ilania) e il figlio più giovane (David) in procinto di sposarsi. Quest’ultimo è vittima di un sequestro di persona insieme alla promessa sposa Lea. Ha inizio quindi un dramma emotivo e sociale che porterà alla luce i molti contrasti interni alla famiglia e alla comunità ebraica di cui fa parte. Raccogliere i soldi necessari al riscatto dei due giovani diventa l’obiettivo principale. Il regista sembra adesso porre lo spettatore di fronte alla domanda: fin dove è disposta a spingersi una famiglia per il riscatto del figlio?

Le idiosincrasie interne alla famiglia si manifestano attraverso l’eterna lotta tra la madre e la giovane Ilania. La ragazza, di animo fiero e ribelle, lotta contro le imposizioni della famiglia, della società e della religione. Lo scontro con la madre è costante e imperituro. Nel momento in cui la famiglia si vede costretta a vendere l’autofficina, nella quale Ilania lavora insieme al padre, la ragazza scappa di casa, accusando la madre di provare un innaturale distacco nei suoi confronti e - invece - un amore malato e morboso per il figlio minore.

Il regista propone un pattern cromatico in continuo contrasto. I toni dell’azzurro, che caratterizzano la camera e gli abiti di Ilania, sono infatti in perenne lotta con il rosso e gli altri colori caldi dell’ambiente domestico. Perfino i momenti di contatto tra le due donne protagoniste di Tesnota/Closeness risultano stranianti e mettono a disagio lo spettatore in sala; dietro semplici gesti si cela qualcosa di ben più complesso, un rapporto famigliare teso e disomogeneo.

La disperazione della famiglia si spinge perfino a promettere in sposa Ilania, in cambio di un prestito per il riscatto del giovane David. Ma la ragazza non accetta e gioca una partita secondo le proprie regole, ottenendo la liberazione del fratello e spezzando le catene di una situazione “sentimentale” ingiusta ed opprimente.

Il percorso di crescita di questo personaggio femminile è molto articolato e ricco di spunti di riflessione. Il regista riesce ad indagare l’animo umano attraverso un utilizzo del corpo degli attori tale da, grazie ad una direzione ben calibrata, riuscire a trasmettere emozioni e stati d’animo ardui nella resa rappresentativa cinematografica.La prova attoriale di Darya Zhovner (Ilania) è l’ulteriore elemento aggiunto ad un film permeo di significati, in cui centrale rimane la sfida che i meccanismi sociali e famigliari apertamente intraprendono contro la libertà dell’individuo.

Balagov riesce, quindi, ad orchestrare un lavoro di straordinaria forza emotiva, amalgamando con successo coraggiose scelte artistiche con il grande lavoro sul narrato.

Giulio Paghi

Informazioni sull'autore
Giulio Paghi
Author: Giulio PaghiEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
(Grosseto, GR, 1990) Produttore, regista e visionario a tempo determinato. Innamorato del cinema fin dai primi vagiti seppur non corrisposto, studia al DAMS tra Firenze e Bologna, trasferendosi a Torino per arruolarsi tra le fila dell'Impero (che a Torino si chiama Scuola Holden). Ama l'indie-rock, la letteratura e andare in bianco.

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