Tre manifesti per ottenere giustizia

Acclamato dalla critica e vincitore di numerosi premi, Tre manifesti a Ebbing, Missouri di McDonagh è uno dei film dell'anno. Ce ne parla Giulio Paghi, un toscano che non passa mai di moda.

Uno scarafaggio giace disteso sul proprio carapace agonizzando sul bordo di una finestra mentre, nella stanza di un’agenzia pubblicitaria, Mildred Hayes (Frances McDormand) e Red Welby contrattano per l’affitto di tre manifesti lungo una strada statale che ormai nessuno percorre più. Mildred si avvicina alla finestra guardando la centrale di polizia fuori, risponde a Red di essere la madre di Angela Hayes e aiuta il piccolo scarafaggio a tornare nella posizione corretta, sottraendolo così all’agonia. Un gesto compassionevole e di profondo rispetto per la vita da  parte di una madre che si è vista privata, da più di un anno, della figlia. La giovane Angela è stata infatti stuprata e bruciata viva, tuttavia i responsabili non sono stati trovati.

Ha così inizio Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, una narrazione potente e disarmante in grado di equilibrare momenti brillanti con una trama profondamente drammatica.

Nei tre manifesti troviamo scritte delle frasi di denuncia, testualmente “Stuprata mentre stava morendo”, “Ancora nessun arresto?”, “Come mai, sceriffo Willoughby?”. Una mossa coraggiosa da parte di Mildred, sola nel proprio dolore. McDonagh costruisce un film su personaggi minuziosamente caratterizzati, avvalendosi di un  cast eccezionale ( la già citata McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Peter Dinklage). La trama, seppur lineare, è accompagnata da una prova attoriale strepitosa da parte di Frances McDormand, che riesce a trasmettere tutto il dolore e le difficoltà provate da una madre dopo un simile lutto. I personaggi le ruotano attorno dipinti con tratti netti e decisi, in un’America del sud ancora legata a numerosi stereotipi. In quest'ottica è interessante l’arco di maturazione e presa di coscienza dell’agente Jason Dixon (Sam Rockwell). Questo uomo, bigotto e poco intelligente, con problemi di alcolismo e legato strettamente alla madre, sviluppa all’interno della narrazione una consapevolezza e una forza d’animo in gradi di ribaltare la caratterizzazione negativa dei primi minuti.

In definitiva, il regista Martin McDonagh confeziona una dramma brillante che non scivola nel banale o nel classico crimestory. Una storia di grande impatto emotivo con un incredibile finale aperto.

Candidato a ben sette Oscar, Tre manifesti ad Ebbing, Missouri è riuscito a strappare due statuette: quella di Miglior attrice alla magnifica  Frances McDormand e quella di Migliore attore non protagonista a Sam Rockwell . È comunque innegabile che si imponga come una delle migliori opere del 2017.

Giulio Paghi

Informazioni sull'autore
Giulio Paghi
Author: Giulio PaghiEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
(Grosseto, GR, 1990) Produttore, regista e visionario a tempo determinato. Innamorato del cinema fin dai primi vagiti seppur non corrisposto, studia al DAMS tra Firenze e Bologna, trasferendosi a Torino per arruolarsi tra le fila dell'Impero (che a Torino si chiama Scuola Holden). Ama l'indie-rock, la letteratura e andare in bianco.

0
0
0
s2smodern